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 Post subject: Colesterolo
PostPosted: 02 Jun 2011, 21:39 
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Joined: 07 Jul 2010, 06:47
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Riporto il link ad un nuovo articolo dell'ottimo Roberto Albanesi sul colesterolo, dove si evidenziano in particolare punti salienti che finalmente iniziano ad essere avvalorati dalla comunità scientifica (ovviamente non italiana ma americana...ci vuole pazienza...)

L'articolo completo qui: http://www.albanesi.it/Notizie/colesterolo.htm#verita

I passi più importanti selezionati da me:

Ora (2011) in un recente articolo del British Journal of Nutrition sono stati esaminati tutti gli studi precedenti , arrivando alle conclusioni cui noi siamo arrivati dieci anni fa

Il colesterolo è fondamentale per il nostro organismo.

Interviene nella formazione e nella riparazione delle membrane cellulari.
È il precursore della vitamina D, degli ormoni steroidei e degli ormoni sessuali (come androgeni, testosterone, estrogeni e progesterone).
È contenuto nell'emoglobina.
È il precursore dei sali biliari.

1) Le LDL distribuiscono il colesterolo alle cellule. E questa funzione è positiva.
2) Purtroppo durante questa funzione, parte del colesterolo LDL si deposita sulle pareti interne delle arterie formando le placche.
3) Le lipoproteine HDL rimuovono l'eccesso di colesterolo dalla parete delle arterie e lo riportano al fegato.

Oggi, per una valutazione migliore della situazione, si considera l'indice di rischio cardiovascolare, cioè il rapporto fra colesterolo totale e colesterolo buono HDL; tale indice per un soggetto sano deve essere inferiore a 5 per l'uomo e a 4,5 per la donna. Un soggetto con colesterolo totale a 250 e colesterolo buono a 85 ha un indice di rischio a 2,94 ed è in una condizione decisamente migliore di chi ha il colesterolo totale a 200 e quello buono a 40, dove l'indice di rischio vale 5. Per i dettagli si veda l'articolo sui grassi saturi (L'accusa). L'importante è capire che

il valore del colesterolo totale ha scarsa rilevanza
e che

ciò che conta è l'indice di rischio.

Il colesterolo assunto con l'alimentazione non supera il 20%
Un errore comune è credere che tutto il colesterolo provenga dai cibi. In realtà al massimo solo il 20% del colesterolo proviene dall'alimentazione, mentre l'80% è di origine endogena

Come si controlla il colesterolo endogeno?
Agendo sul meccanismo di produzione. Esistono diverse strade che passano tutte attraverso l'alimentazione. Attenzione però: non si devono confondere queste soluzioni con quella di curare l'alimentazione per diminuire il colesterolo assunto dai cibi. L'alimentazione può controllare anche la produzione di colesterolo endogeno! Ricordando prima che:
a) i precursori del colesterolo sono i glicidi
b) la sintesi del colesterolo nel fegato è controllata dall'enzima HMG-CoA-reduttasi che a sua volta viene attivato dall'insulina,
vediamo alcune soluzioni
1) si usano sostanze naturali in grado di inibire l'HMG-CoA-reduttasi (come il tè verde). Questa soluzione è fra le più ottimistiche, perché nessuna sostanza naturale è così potente da essere un farmaco ipocolesterolemizzante. Infatti bisogna ricordare che l'inibizione dell'HMG-CoA-reduttasi ha effetti collaterali (rabdomiolisi, un patologia che provoca lesioni muscolari - ricordiamo che il cuore è un muscolo!) e che se esistesse una sostanza naturale che controllasse potentemente l'HMG-CoA-reduttasi avrebbe lo stesso grado di pericolosità dei più comuni farmaci anticolesterolo (vedasi caso Lipobay Bayer). Un'alternativa è l'eliminazione di [i]sostanze (caffè) che aumentano i livelli di colesterolo.

2) Il ruolo degli acidi grassi saturi è stato spesso esagerato. Se è vero che aumentano i livelli LDL di circa 2,5 mg/dl per ogni 1% di calorie totali nella dieta è pure vero che una loro diminuzione nella dieta diminuisce i livelli di colesterolo HDL (per il rischio di infarto un aumento di colesterolo HDL di un mg è equivalente -cioè compensa- a un aumento di circa 4,4 mg di LDL): alla fine il rischio cardiovascolare è immutato. Considerate l'esempio di molti vegani che hanno colesterolo totale a 190 e colesterolo HDL a 40 con rischio cardiovascolare al limite! In altri termini i grassi saturi alzano sia il colesterolo buono sia quello cattivo. Diversa è la situazione dei grassi trans che alzano il colesterolo cattivo e basta!

Riducendo la quota di carboidrati (che sono i precursori del colesterolo) si migliora la situazione. La ripartizione della dieta italiana 50-20-30 tende a limitare i carboidrati, limitando la risposta insulinica. Realisticamente una riduzione al 50% dei carboidrati diminuisce la produzione endogena di un 10% rispetto alle classiche diete dove la quota dei carboidrati arriva al 70%.[/i]


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